Anno IX, n°29, gennaio - aprile 2019
From Roots to Routes

a cura di Anna Chiara Cimoli, Giulia Grechi & Viviana Gravano

Quando abbiamo pensato di dare a roots§routes una nuova vita, abbiamo immaginato una sorta di percorso a spirale, in cui mentre tracciamo una curva profonda non chiudiamo un cerchio ma inneschiamo una ulteriore traiettoria. Dunque ripartiamo dal nome che quasi nove anni fa abbiamo scelto: radici§strade.[leggi ancora]

When we thought of giving roots§routes a new life, we imagined a sort of spiral path in which, while tracing a huge curve, we do not close a circle but trigger a further trajectory. Let us start from the name that we chose almost nine years ago: roots§routes.[read more]

FROM ROOTS TO ROUTES

Un popolo di trasmigratori

di Leone Contini

Gennaio, la campagna è silenziosa, inzuppata da una pioggia sottile. Mi aggiro da ore sotto l’argine del torrente in cerca dell’orto alieno. La sua eco rimbomba tra i contrafforti del Montalbano già da qualche settimana e i discendenti degli antichi mezzadri fremono di curiosità per quello scandaloso prodigio: strane, enormi verdure, forse mutanti.  […]

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Le radici iconografiche del razzismo in Italia

di Viviana Gravano

La storiografia ha a lungo attribuito alla Germania nazista una sorta di primato nella costruzione del paradigma razzista in Europa, concedendo all’Italia sempre e solo un ruolo di gregaria, di imitatrice e di copia sbiadita della vera teoria “scientifica” tedesca.  […]

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Around Excelsior: del diritto all’opacità e
di tavole rotonde disturbate

a cura di Giulia Grechi

Questo contributo prosegue la conversazione con Salvo Lombardo iniziata qualche mese fa, a proposito di Excelsior e del progetto L’esemplare capovolto.
Ci eravamo interrotti parlando delle azioni e degli eventi paralleli a Excelsior, intitolate Opacity […]

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Etel Adnan: resistenza transnazionale e
alleanze anti-(neo)coloniali nel Mediterraneo

di Marta Cariello

Il Mediterraneo segue, come un fantasma, la scrittura di Etel Adnan. È così che la studiosa Olivia Harrison descrive il legame di poesia e resistenza tra la poeta libanese e il mare/concetto mediterraneo. Si tratta, a partire dalla proiezione, insita nella vicenda biografica della stessa Adnan, del Mediterraneo in un altro mare – l’Atlantico – e una terra – l’America – che sono apparentemente altrove. […]

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"il mio corpo remoto" sta forse di là del mare?
My home, in Libya e Mum, I’m Sorry

una conversazione epistolare tra Cristina Lombardi-Diop e Martina Melilli

Cara Martina,

Ho visto My Home, in Libya e mi è piaciuto moltissimo. In questo tuo ultimo lavoro, del 2018, la casa dei tuoi nonni vicino a Padova, diventa il luogo di partenza per ricostruire una mappa del loro passato. Tuo nonno Antonio è nato a Tripoli, in Libia, quando questa era una colonia italiana, e lì ha sposato Narcisa. […]

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Strade, sguardi, voci.
Fondi fotografici inediti e memoria coloniale dall’archivio del Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino

di Erika Grasso

Due bambine guardano in camera. Il loro sguardo è indecifrabile: stupore, timore, stanchezza? Difficile dirlo a più di un secolo e a più di ottomila chilometri di distanza dal momento e dal luogo dello scatto. Siamo, infatti, tra il 1913 e il 1923 nella regione compresa tra i fiumi Giuba e Uebi Scebeli: Somalia Italiana. […]

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In luoghi inconsueti, inaspettate.

di Gianluca Gabrielli

Ci sono erbe che non vede nessuno. O meglio: ci sono piante che vengono viste solo come fastidiose. Non stanno al loro posto, non crescono negli spazi che la città moderna del ventesimo e ventunesimo secolo ha loro destinato. Si cercano lo spazio vitale nelle crepe, nelle incrinature della levigata pellicola di asfalti e cementi  […]

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Green, White, Red, (Mediterranean Blue)

di Fiamma Montezemolo

Green, White, Red, (Mediterranean Blue), is an intermedia work consisting of three monochromes and one projected video image, inspired by artists such as Ellsworth Kelly, Lucio Fontana, and the tradition of Expanded Cinema. The work deals with issues of nationalism and migration, especially that coming from all over the Mediterranean borders  […]

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La Sape: Cultural appropriation as identitarian emancipation

di Orsola Vannocci Bonsi

Questions around examples of translating acts or modes of cultural appropriation have developed recently in the fashion industry –as the fashion brand Valentino in 2016 and have received widespread attention in different media issues and academic contexts against the background of a postcolonial rationality. In the early 20’s, during the colonial rule of the Congo, the movement called La Sape started to flourish as a social trend […]

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Danza contro pietra. Long Lasting Landscapes a Brera

un' intervista di Anna Chiara Cimoli ai Dance Makers

Long Lasting Landscapes è un progetto di Dance Makers presentato all’Accademia delle Belle Arti di Brera lo scorso novembre. Curato da ZONA K e Stanze, questo itinerario coreografico site-specific ha visto la partecipazione di un gruppo di studenti del biennio specialistico di Scenografia teatrale e di Costume per lo spettacolo. […]

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Il contro-spazio di Kasbah

di Giorgio Cellini

Kader Attia, artista franco-algerino nato in Francia nel 1970, con la sua pratica affronta il tentativo di dipanare quella intrecciata matassa che rappresenta la questione dell’incontro tra culture, mediato e vissuto da corpi di uomini e donne in movimento nello spazio. […]

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Design for migration:
nuove pratiche di design verso una società più inclusiva

di Matteo Moretti

Nel 2005, il sociologo Bruno Latour e l’artista/curatore Peter Weibel curano la mostra Making Things Public: atmospheres of democracy presso la ZKM di Karlsruhe (Weibel, Latour 2005), andando a rispondere alla domanda “Come potrebbe essere una democrazia orientata agli oggetti”. […]

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Laboratori di possibilità. Appunti per un progetto d’arte relazionale

di Michele Gentili e Giulia Pettinari

Era la mattina di sabato 10 febbraio quando visitammo per la prima volta le tre case di accoglienza gestite dal Comitato di Macerata della Croce Rossa Italiana. Programmavamo quel sopralluogo già da tempo con l’intenzione di iniziare a conoscere quella realtà e il suo lavoro nel territorio, nonché le persone con le quali avremmo condiviso del tempo nei mesi successivi. […]

ASSALTO DELLE GOLE AL CIELO

Excelsior: l’esemplare capovolto.
Di archivi rovesciati e italianità immaginate, in forma di conversazione.

di Giulia Grechi e Salvo Lombardo

Quando ho visto Excelsior per la prima volta, sul palcoscenico del Festival Oriente Occidente di Rovereto, dopo averne tanto parlato fra noi (fra me, te e Viviana Gravano, che ha seguito tutto il processo di ricerca e di creazione artistica) ho pensato immediatamente che questo spettacolo risponde a una domanda che viene dal futuro, direbbe Derrida (2005). È innanzitutto l’interrogazione di un archivio, che ne contiene dentro molti altri. […]

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Tu es libre. Estetica del foreign fighter

un’intervista di Anna Chiara Cimoli a Francesca Garolla

Ho visto Tu es libre un pomeriggio d’inverno al Teatro i di Milano. In sala c’erano tantissimi ragazzi giovani, studenti di teatro in formazione. Ho pensato che il testo e la sua messinscena – per la regia di Renzo Martinelli – fossero davvero un esercizio di formazione, a tratti un po’ brutale, attraverso cui guardare alla macchina teatrale nei suoi punti più sensibili […]

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African roots, African routes

di Iain Chambers

These notes were inspired by the exhibition Road to Justice at the MAXXI museum in Rome (22.06.2018 – 14.10.2018) and the works of the artists that were exhibited: Michael Tsegaye, Wangechi Muti, Johm Akomfrah, Marlene Dumas, Kendell Geers, Bouchra Khalili, Moshekwa Langa, Sue Williamson and Malik Nejmi […]

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The Performance Society:Choreographic and Hospitality issues within the Mediterranean context.

by Angeliki Tzortzakaki

In the past years my life has been built on numerous relocations to various cities and countries. There were few times when I had to answer the question of where I am from – especially in the Netherlands and due to the Calvinist-rooted mentality where it is hard to avoid categorisation.  […]

FROM ROOTS TO ROUTES

Time to Fly

di Ruth Padel, traduzione di Paola Splendore

You go because you heard a cuckoo call. You go because
you’ve met someone, you made a vow, there are no more
grasshoppers. You go because the cold is coming, spring
is coming, soldiers are coming. […]

FROM ROOTS TO ROUTES

Making roots on the move. Travelling across the space of belonging between Palermo (Italy) and Jaffna (Sri Lanka)

di Laura Lo Presti e Francesca Genduso

In a common-sense view, roots are often defined as oppositional to movement. They are conceived as fixed and vertical despite exhibiting movement through growth, superficial though such process may be. A deeper scrutiny reveals that nothing is settled in roots but a movement that always requires a kind of departure from an origin and a search for new attachments during growth. […]

FROM ROOTS TO ROUTES

Where Are You From?
Colonial Violence and the Myth of Italian Migrants' Innocence

di Maria Elena Indelicato

When you move to live in a settler colony, questions of belonging can and go in a spiral but more importantly, they move back and forth in time. I left thinking that I was bound to change to adapt but I ended up interrogating the role of those who like me, but before me, had come to the shores of Australia […]

FROM ROOTS TO ROUTES

A me piace la mia pelle

di Barbara Balconi e Luisa Zecca

La scuola primaria Lombardo Radice, soggetto di questo studio, è nota come scuola multietnica teatro di un caso scoppiato nel 2011, anno in cui fu chiusa poiché nessuna famiglia italiana aveva iscritto lì il proprio figlio. Si tratta di un tipico esempio del fenomeno di white flight che sta investendo Milano da una decina d’anni e origina segregazione scolastica […]

FROM ROOTS TO ROUTES

Roots e Routes della Beat Generation

di Ambra Benvenuto

Scopo di questo contributo è rilevare la risonanza di alcune condizioni emerse nell’opera del padre della Beat Generation da riconoscere nella figura di Jack Kerouac: gli scritti in cui esperienze non convenzionali e suggestioni vengono raccontate senza distinzioni rappresentano molto più di una letteratura da intrattenimento o di una cronaca di periodi spensierati. L’esistenzialismo americano, reazione al secondo dopoguerra, presenta, infatti, diversi segmenti la cui continuità raggiunge il contemporaneo […]

FROM ROOTS TO ROUTES

La radicalità di Walter Branchi, una musica per ascoltare < br>

di Antonio Mastrogiacomo

Proporre un contributo sulla musica di Walter Branchi apre un confronto sui percorsi dell’ascolto musicale, al netto di una preposizione posizionata tra musica e ascoltare, come musica per ascoltare, non più musica da ascoltare – laddove la perifrastica passiva consumata nella seconda individua un certo orientamento nei confronti dell’ambiente […]