ISSN 2039-5426
Periodico Quadrimestrale
ANNO VII, n.25, maggio-agosto 2017
/Four-monthly Magazine
Year VII, n.24, May-August 2017

§25 Discomfort

a cura di Giulia Crisci

Ma là dove c’è pericolo, cresce anche ciò che salva.
Hölderlin

Un corpo non più in stato di quiete.
Se la risultante delle forze applicate al corpo non è nulla, il baricentro viene spostato fuori dalla base di appoggio, così da perdere l’equilibrio.
Necessaria diventa la ricerca di una nuova postura che tenga conto dell’intensità della forza esterna esercitata.
Oltrepassata la soglia della zona di comfort l’equilibrio che cuce insieme automatismi e movimenti ordinari, mantenendoci in piedi durante l’esecuzione di un gesto, viene messo in crisi. [leggi ancora]

But where the danger is, also grows the saving power.
Hölderlin


A body no longer in a state of rest.
If the resultant of the applied forces to the body is not null, its centre of gravity is shifted out of the support base, so that it loses its equilibrium.
Then, it becomes necessary to look for a new posture, which takes into account the intensity of the applied external force.
Once the threshold of the comfort zone has been overpassed, the equilibrium that stitches together automatisms and ordinary movements, keeping us standing during the execution of a gesture, is undermined. [read more]

DISCOMFORT

Il potere tra affetti e passioni tristi

di Elettra Stimilli

Gli affetti e le passioni sono da sempre connessi alla dimensione del potere. Facendo eco al felice titolo del libro di Judith Butler, potremmo dire che da sempre esiste una «vita psichica del potere». Ma oggi, in particolare, l’intima interconnessione tra la dimensione psichica individuale e quella politica e sociale è una questione su cui si dibatte molto. Il dibattito sul tema fa spesso riferimento a un testo di Freud degli inizi degli anni Trenta del secolo scorso, che costituisce un po’ il punto di partenza su questo argomento. […]

DISCOMFORT

3x5: vivere nel proprio piccolo carcere

di Valentina Rizzo

Il corpo, come ricorda Mauss, è il primo e principale mezzo tecnico di cui dispone l’individuo. È al centro di un continuo interscambio tra l’individuo e l’ambiente che lo circonda (Mauss, 2000, 387). In questo contributo voglio dimostrare che l’abitare uno spazio piccolo e circuito contribuisce a modificare la percezione del proprio corpo, partendo da una esperienza di campo in un carcere adulto. […]

DISCOMFORT

La tenda come architettura politica contemporanea: intro

di Fabio Ciaravella

Lo sfondo degli avvenimenti politici più significativi del nostro tempo può essere diviso in due tipologie diverse: da una parte i palazzi storici delle istituzioni, i luoghi di rappresentanza; dall’altra immensi spazi indefiniti, accampamenti, zone di confine tra due nazioni, piazze con occupazioni temporanee nel più rassicurante dei casi. […]

DISCOMFORT

Cargo Culte: Una estética de afirmación colectiva anónima en la Ciudad de México

di Edgar C. Hernández Robles

Los Ángeles, noviembre de 2019. Bajo una espesa y tóxica lluvia en una ciudad cualquiera, ubicada en ningún lugar específico, Rick Deckard lee el periódico que contiene las mismas noticias que leyó el día anterior, y el día anterior a ése. Mientras espera que su plato de tallarines se enfríe, lo interrumpe abruptamente Gaff, un individuo de aspecto indefinido, parte latinoamericano y parte asiático, que habla en una interlingua entre el húngaro, el chino, el español y el esperanto. El idioma que usa no es un accidente, es un collage, como la metrópoli imaginada en la película Blade Runner (Ridley Scott, 1982): una ciudad aparentemente inabarcable, un paraíso posindustrial atiborrado de edificios retrofuturistas que semejan pagodas precolombinas.  […]

DISCOMFORT

Modelli Abitativi per una Vita Difficile – Housing Models for a Difficult Life

di Vanessa Alessi

Modelli Abitativi per una Vita Difficile _ Housing Models for a Difficult Life è una ricerca aperta che esplora il concetto di scomodità esistenziale attraverso una serie di tentativi che suggeriscono nuovi modi di stare al mondo. Un’operazione che mette in dubbio l’atto stesso dell’abitare come uno sforzo teso verso la zona di comodità  […]

DISCOMFORT

L’affermarsi di una sempre contemporanea architettura. Brunelleschi, Walter Gropius e la Bauhaus in Giulio Carlo Argan

di Rossana Macaluso

1955 e 1951. Sono molti gli anni che ci separano da queste date, ma non se si parla di nuovo gusto e di moderne architetture. Nel 1955 lo storico dell’arte Giulio Carlo Argan dedica un saggio all’architetto Filippo Brunelleschi. Il titolo secco “Brunelleschi” sembra racchiudere quanto di più sovrapponibile alla nascita di quella che viene definita rivoluzione prospettica dall’orgoglioso “occidente”. […]

DISCOMFORT

Monumento al Cadere

di Davide Ricco

L’operazione di Stefania Galegati si attua nell’ambito di Rizòmata, un progetto artistico ideato e organizzato da Cosessantuno Artecontemporanea col patrocinio del Mibact, a cura di Antonella Marino. Il programma propone un confronto reticolare tra saperi e punti di vista, che focalizza l’attenzione sui “beni comuni” naturali e culturali.
In sintonia con un’idea di arte come processo di interazione col reale che si interfaccia con le esigenze e le emergenze ambientali e sociali, la Galegati propone una modalità partecipata di relazione con il territorio: […]

DISCOMFORT

La ricerca dell’altrove. Tra l’imprevedibile e lo straordinario

di Chiara Maggi e Rossana Misuraca

Quotidianamente percorriamo e componiamo i luoghi e i paesaggi dell’ordinario nell’esperienza erratica del territorio, un’azione spesso eseguita in assenza di un’attenzione cosciente.
L’interazione sensoriale e riflessiva con l’ambiente, infatti, molte volte passa inosservata, ignorandone sia il potenziale estetico-creativo, sia semplicemente intuitivo, poiché abitiamo la città sintonizzandoci su un numero limitato di «ricorrenti sequenze che inglobano porzioni sempre più ampie del nostro tempo» […]

DISCOMFORT

Ausländer Raus!
Paradosso, disagio e agitazione nella performance di Christoph Schlingensief

di Paola Bommarito

Correva l’anno 2000 quando, nel mese di giugno, vennero collocati tre container da spedizione, recintati da delle grate di protezione e adattati a uso abitativo, nel bel mezzo di una delle principali piazze di Vienna, la Herbert-von-Karajan-Platz, luogo in cui si trova il teatro dell’opera cittadino. Su uno di questi container dominava un cartello con su scritto “Ausländer Raus”, fuori gli stranieri dal paese.  […]