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ISSN 2039-5426 Periodico Trimestrale ANNO VI, n.21, febbraio-aprile 2016

§21 VUOTO APPARENTE

Nel pensiero più comune il vuoto viene spesso associato a qualcosa di negativo, come la privazione, l’abbandono, il rimpianto, l’assoluta mancanza. Questa attribuzione di significato ha radici lontane; già i greci, infatti, videro «nel concetto di vuoto qualcosa che eccede ogni misura: perdita del limite, assenza di determinazione, mancanza, disordine, perfino orrore e paura»
Considerato però da un’altra prospettiva, il concetto di vuoto racchiude in sé una serie di opportunità: non perdita ma ricerca, non negazione dell’esistenza, ma spazio che «conserva in sé tutta la potenzialità dell’essere, […] presenza di tutte le possibilità» [leggi ancora]

VUOTO APPARENTE

In sostanza, il vuoto

a cura di di Silvia Calvarese

“Il punto zero del silenzio non vuol dire assenza di rumore, è piuttosto un atteggiamento di ascolto dell’altro, del mondo che ci circonda”1. È così che inizia l’articolo di Pasquale Napolitano per questo numero di roots§routes. Un’affermazione che può essere allargata al concetto stesso di vuoto, e non solo a quello di silenzio; ad essere messa in discussione in questo numero, infatti, è proprio l’idea di un punto zero assoluto, dove non esiste nulla e nulla è mai esistito, dove c’è una totale assenza di rappresentazione o impossibilità di rappresentare quello che non c’è, che manca.  […]

VUOTO APPARENTE

La Città dei Vuoti

di Carmelo Baglivo

Il vuoto è lo scarto. Il vuoto è incompleto, pronto ad accogliere attività marginali e popolazioni nascoste. Il vuoto è il luogo della non appartenenza, semplicemente di nessuno, è il luogo dell’abbandono, fuori dalle logiche di crescita.Il vuoto è un elemento riconoscibile, punto di riferimento, attorno a cui tutto si accumula, luogo da cui osservare le cose. […]

VUOTO APPARENTE

Il vuoto come capitale pubblico

di Alberto Iacovoni – ma0

C’è un luogo, uno spazio pubblico reale e vissuto dei più stupefacenti che si conosca, che deve la sua fortuna all’essere semplicemente un vuoto all’interno di più reti continue che attraversano la città cui appartiene. Alfred Hitchcock nel 1956 lo sceglieva per le prime battute del rifacimento de L’uomo che sapeva troppo come ambientazione perfettaper un intrigo internazionale […]

VUOTO APPARENTE

Il silenzio sonoro di John Cage tra arti visive e musicali: nuove possibilità semiotiche al tempo dell’Horror Pleni

di Emiliano Battistini

Il tema del silenzio, inteso come manifestazione sul piano sonoro della categoria del vuoto, sta diventando un oggetto di studio sempre più attuale nei paesi occidentali, al di qua e al di là dell’Atlantico. L’inizio del XXI secolo vede infatti l’emergere di una serie di fenomeni sociali e di prodotti culturali che tematizzano il silenzio, spesso valorizzandolo positivamente. Senza voler essere esaustivi, possiamo ricordare la nascita della Silent Disco in Olanda, il film Die Grosse Stille in Germania (Gröning 2005), il pamphlet Manifesto for Silence in Gran Bretagna (Sim 2007), una serie di pubblicazioni sull’importanza del silenzio in un mondo pieno di rumore (Foy 2010; Keizer 2010; Prochnik 2010) la performance The artist is present di Marina Abramovič negli Stati Uniti e la nascita dell’Accademia del Silenzio in Italia. […]

VUOTO APPARENTE

(Un Anno di silenzio). Il vuoto come laboratorio di nuova urbanità

di Pasquale Napolitano

Il punto zero del silenzio non vuol dire assenza di rumore, è piuttosto un atteggiamento di ascolto dell’altro, del mondo che ci circonda: il punto zero spaziale, il punto della nostra gravitazione, quel punto altamente individuale e universale al tempo stesso, definisce anche una posizione etica. Nel senso che “nel momento di essere cosciente di questo punto, posso aprire la mia percezione del mio essere nello spazio, posso rendermi conto della mia responsabilità […]

VUOTO APPARENTE

Pratiche di disgiunzione ana-societarie: il vuoto nel dominio info-sferico

di Luca Cinquemani e Andrea Tortorella

Si è preso atto di tutte le imposizioni-disposizioni politiche che lungo il corso di questi cento anni di buio umano, e di fascismi statali a vario grado, sono andate determinandosi in seno al vostro Direttorio che a oggi possiamo dire info-cratico o imago-cratico; dato ciò agiremo in modo da accelerarne lo sfaldamento […]

VUOTO APPARENTE

I nuovi vuoti

di Roberta Riccio

Accoglie gli oggetti che lo vivono, le persone con i loro pensieri, nutre continuamente nuove forme di creatività e dà la possibilità a chi non ne ha, di percorrere il proprio spazio delimitandolo, trasformandolo o condividendolo. Il vuoto -come una costante doverosa e necessaria- porge a tutti gli esseri viventi un invito all’occupazione. Come il gabbiano Jonathan Livingston -litigando con la madre- si batteva per la sua libertà e la sua voglia di conoscere racchiusa nell’aria, sostenendo a gran voce che «Non m’importa se sono penne e ossa, mamma. A me importa soltanto imparare che cosa si può fare su per aria, e cosa no: ecco tutto. A me preme soltanto di sapere»2[…]