ISSN 2039-5426
Periodico Quadrimestrale
ANNO VIII, n.28, maggio-agosto 2018
/Four-monthly Magazine
Year VIII, n.27, May-August 2018

CALL for PROPOSAL

roots§routes è un magazine con una linea editoriale dettata dalla sua redazione che garantisce la qualità e la coerenza degli interventi. Ritenendo però necessaria una costante apertura verso qualsiasi contributo di qualità, che corrisponda alle finalità condivise da tutti i redattori, valuta importante la possibilità di ospitare, accanto agli artisti e ai ricercatori invitati, contributi che possano arrivare da contesti non conosciuti direttamente.
roots§routes a tale scopo lancia una Call for Proposal, invitando artisti e ricercatori a inviare proposte di contributi, partendo dal tema della rivista del trimestre seguente.
La proposta di contributo dovrà essere inviato sotto forma di abstract di un massimo di 350 parole compilando l’apposito box sottostante o inviando una email all’indirizzo info@roots-routes.org con nell’oggetto: “Article Submission” specificando il numero per il quale si intende proporre il contributo tra quelli elencati dalla redazione. È inoltre richiesto l’invio di una biografia breve e una selezione di pubblicazioni. L’abstract potrà essere scritto in una delle seguenti lingue: inglese, italiano, francese, portoghese o spagnolo.
In caso di interesse della redazione verrà inviata una risposta positiva all’indirizzo email da cui è giunta la proposta, nella quale si chiederà di inviare il contributo per intero nella lingua scelta dal proponente.
La redazione, al ricevimento dell’intero contributo, si riserva il diritto di chiederne parziale modifica o, in caso di evidente non coerenza con il concept inviato, di rifiutare il contributo stesso.

In caso di rifiuto verrà inviata una email di comunicazione con una motivazione allegata.

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PROSSIMO NUMERO
Anno VIII, n°28, maggio - agosto 2018
§ L'assalto delle gole al cielo
1968…2018

a cura di Silvia Calderoni
Ilenia Caleo
Viviana Gravano
Annalisa Sacchi

 

La voce. La presa di parola, materiale e letterale: la voce delle donne, femministe allora e postcoloniali ora. Abbiamo ascoltato gli audio delle manifestazioni delle donne nei primi Settanta: voci che parlano forte, decise, ma insieme quasi rauche, giovanili, esili, dalla forza incontrollata, senza schemi. Voci che precedono la ritualità delle “manifestazioni” con gli slogan, con ritmi e inflessioni già scritte.

Voci che sono divenute tracce lanciate nello spazio pubblico, che si sono fatte materia corporea e hanno incarnato molte possibili declinazioni dei modi di essere voce. Tutti i poeti parlanti, performance vocali, Vicinelli che incide dischi insieme ai testi, e tutti sotto al palco di Castelporziano a sentire i poeti, perché non basta leggerli, Ginsberg e Ferlinghetti e Burroughs, ma bisogna sentirli incarnati, e gola e grana e desiderio della voce.

E quelli per cui la voce è phoné raddoppiata, esplosa, moltiplicata, amplificata, deglutita ma parola singolare, di un soggetto che dice io, e si dice minorato, sessuato, alcolizzato, depresso, tossico e glorioso. E quindi molteplice, moltitudine irriducibile di tutti i minori i sessi i tossici i depressi i matti scaraventati nell’opera e nella bellezza che poi rimane.

Sono le voci dei processi degli anni Settanta e oltre, le voci dei testimoni, degli accusati e degli accusatori. Sono le voci delle radio libere, di Radio Alice, le registrazioni degli sgomberi delle radio riprese in diretta, ascoltate, rimontate tagliate e restituite all’ascolto anche anni e anni dopo.

Assumiamo il tempo lungo del Sessantotto non come anno ma come periodo, che intreccia continuità e discontinuità a fili lunghi, che inizia con le lotte operaie dei primi anni Sessanta e si distende e precipita nei Settanta. Non una celebrazione, né una rievocazione né tanto meno una storicizzazione, ma l’attivazione di prospettive parziali e di voci pluralizzate. Un montaggio audio.

Siamo dunque alla ricerca di tracce, di riflessi, di zone intime che da qui, dal presente, ci ricolleghino a questo tempo lungo per riattualizzarsi. Di presenze dal margine, di soggettività anche solo transitorie, di pratiche e di scritture, di parole e gesti da leggere attraverso la lastra ottica della performance come pratica artistica tra corpo e voce, ma anche come pratiche plurali di resistenza dei corpi. Per rimescolare quell’alchimia sovversiva tra estetica e politica che da allora si agita e divampa a tratti, facendo sì che l’imprevisto appaia.

DEADLINE

PRIMA USCITA

uscita 15 maggio 2018
invio abstract entro 01 aprile 2018
invio contributo entro 30 aprile 2018

SECONDA USCITA

uscita 15 luglio 2018
invio abstract entro 01 giugno 2018
invio contributo entro 30 giugno 2018