a cura di Fabio Ranzolin e Viviana Gravano
Chissà se Lana Del Rey pensava a Le città invisibili quando scrisse: «Oh God, miss you on my lips. It’s me, your little Venice bitch».Venezia è un palcoscenico ideale per iniziare e finire molte storie. Come sfondo alla maggior parte delle mie esperienze, viaggi, ambizioni, sentimenti e attaccamenti, mi sembra che ci sia sempre Venezia. [leggi ancora]
I wonder if Lana Del Rey was thinking of Invisible Cities when she wrote: «Oh God, miss you on my lips. It’s me, your little Venice bitch». Venezia is an ideal stage to begin and end many stories. As a backdrop to most of my experiences, travels, ambitions, feelings, and attachments, it seems that Venezia is always there.. [read more]

Che tormento di display. Freud, museologia e altre nevrotiche speculazioni
di Fabio Ranzolin
Avevo mezz’ora di tempo; la mia consueta ansia anticipatoria mi aveva fatto arrivare alla fermata del Flixbus molto prima del dovuto. La tratta era quella che prendevo regolarmente: la UK005 London-Leicester. Devo dire che l’Inghilterra ha solo amplificato questa mia cattiva tendenza […]

I piumaggi di Virginia. Estetica e conservazione biologica tra esibizione, norma e questioni di genere
di Mariagrazia Portera
Con il termine “display” ci si riferisce in etologia ai comportamenti di “messa in scena”, nel quadro, ad esempio, dei rituali di corteggiamento finalizzati ad attirare potenziali partner sessuali (courtship display) oppure, in contesti di competizione, a intimorire potenziali avversari/ie o a prepararsi all’attacco (threat display) […]

Estratto da Enactments. Strategie di riattivazione nelle pratiche artistiche contemporanee
di Stefano Mudu
Uno dei primi lavori realizzati dal poliedrico artista italiano Alberto Savinio è un dipinto a olio che si intitola Atlante (1927). Da un punto di vista formale, l’opera raffigura un palcoscenico in legno sul quale gravitano figure riconducibili a immaginari differenti:una donna, una statua classica, una carta geografica e una creatura mostruosa simile a un rettile […]

How to French Kiss in English. Notes from a Non-Native English Speaker and a Cultural Worker.
by Antonela Solenički
Before I knew how to speak English, I knew how to perform it. I learned English from television; I would watch people open their mouths and stretch their lips in all kinds of ways as this foreign language came out. I would then mimic their facial expressions […]

Anus talk. L’ano come dispositivo di esposizione
di Andrea Piumino
Pillow talk indica, nella sua accezione più comune, quella conversazione intima e informale che si svolge nello spazio raccolto del letto, quando la prossimità dei corpi sembra autorizzare una particolare libertà della parola. Una conversazione “da cuscino” […]

Il display ha fame
di Lisa Andreani
Illiers-Combray, Museo Marcel Proust. Nella prima sala, isolata dalle altre sette che custodiscono edizioni originali, flaconi di medicinali, giacche da camera (l’intera vita materiale dello scrittore), una sola teca di plexiglas contiene l’oggetto più decisivo della collezione: la madeleine[…]

Intra tua vulnera absconde me
di Corinne Iannuzzi
Benedetta dorme. A un certo punto una voce la chiama, e il Figlio di Dio la vuole a sé dalla croce, da dentro un’inquadratura che compone una Gerusalemme onirica di torri e bastioni sotto un cielo in tempesta. Le chiede di spogliarsi. Lei esita, poi obbedisce, e si avvicina […]

Queerpunk Display. Trasparenza, archivi queer e politiche dell’immaginazione dopo la fine del futuro
di Bianca Bellucci
Era maggio e faceva già un caldo da luglio. Nella sala grande di una casa rifugio per donne vittime di violenza stavamo lavorando insieme al Solarpunk. Poco prima avevo chiesto di disegnare un futuro abbastanza vicino da poterci entrare senza dover fare un salto di fede: se potessi costruire il mondo in cui vorresti vivere, che forma avrebbe? […]

Interrogare il display: scene della disidentificazione
di Raffaella Capodanno
Nella cultura occidentale il display risponde a un’esigenza elementare: rendere visibile, presentare, disporre qualcosa davanti a uno sguardo. La sua funzione apparente consiste nel consentire un accesso immediato a un oggetto o a un insieme di oggetti […]

Mostrare e mettersi in mostra: mercificazione dei diritti e storie di liminale dissidenza al museo del teatro della Waseda University
di Matilda Nardoni
La prima volta che ho sfilato al Pride di Tōkyō mi sono sentita un pesce in un acquario. Pensando di trovarmi in mare aperto, nuotavo invece in una bolla di vetro costruita su misura per me, mentre il resto del mondo mi salutava da fuori agitando allegramente le mani. […]

Il crip display come pratica di autorappresentazione della neurodivergenza. In My Language di Mel Baggs
di Chiara Rauli
Era maggio e faceva già un caldo da luglio. Nella sala grande di una casa rifugio per donne vittime di violenza stavamo lavorando insieme al Solarpunk. Poco prima avevo chiesto di disegnare un futuro abbastanza vicino da poterci entrare senza dover fare un salto di fede: se potessi costruire il mondo in cui vorresti vivere, che forma avrebbe? […]

«Does the display trick the public?» Persuasion and Attraction Dynamics in the Display of Merchandise in the magazine «Display World»
di Alessandro Ferraro
The methodology adopted in this essay falls within Consumer Culture Theory (CCT) as applied to artistic and exhibition contexts (Braathen, et. al. 2008; Andrews 2015; Rampell 2016; Sherry and Fischer 2017); the following paper is going to focus on narrative strategies and specific gimmicks through which an object intended for viewing […]
