Anno X, n°33, maggio - agosto 2020
ARCHIVIO È POTERE

a cura di Cristina Baldacci e Anna Chiara Cimoli

In Purity, il romanzo di Jonathan Franzen, l’accesso di Andreas Wolf agli archivi della Stasi all’indomani della caduta del Muro di Berlino opera in pochi minuti una palingenesi: l’uomo che ne esce, in favore di telecamera, passa dall’opacità delle carte alla trasparenza del giornalismo delle leaks. Ma neanche nella fuga di notizie c’è trasparenza, si scopre presto: ci sono ferite da rimarginare, manipolazione, violenza. [leggi ancora]

In Purity, the novel written by Jonathan Franzen, Andreas Wolf’s access to the Stasi archives in the aftermath of the fall of the Berlin Wall generates in a few minutes a rebirth: the man who appears in front of a camera goes from the opacity of the documents to the transparency of leaks. But even in leak journalism – it is soon discovered – there is no transparency; there are wounds to heal, manipulation and violence. [read more]

Archivio è contropotere. Pratiche insorgenti, luoghi e antinomie di Andrea Curtoni e Giulia Mazzorin. Let the Subaltern Speak: The Archive of the Feminist Art Program. by Verena Kittel. Maniere di (non) vedere i punti ciechi dell’archivio. di Federica Martini Mostrare una collezione coloniale: riflessioni sul futuro riallestimento al Museo delle Civiltà di Roma. Intervista a Rosa Anna Di Lella, a cura di Viviana Gravano e Giulia Grechi Il libro delle immagini. di Bianco-Valente. Archivio. Autobiografia di un museo. di Isabella Collavizza Il Giappone di Linda Fregni Nagler. di Azalea Seratoni. Instituting from archives: Asociación de Arte Útil and TEOR/éTica in conversation. by Gemma Medina Estupiñán and Alessandra Saviotti Archivio. Performance. Politica. Diana Taylor e il caso dell’Hemispheric Institute of Performance and Politics di Federica Scaglione. What futures are promised; what futures are forgotten? Allan Sekula e l’archivio fotografico. di Roberta Agnese Giving a voice to gaps and cracks. Archival critique in Jumana Manna‘s A Magical Substance Flows Into Me. by Rebecca John. La camera segreta. Immagini e pattern dalla Germania dell'Est 1950-1980. di Maria D'Uonno B-side. Anatomia di un archivio. di Isabella Gaffè e Salvo Lombardo Andate e fotografate. Regola e spontaneità nel progetto di fotografia partecipata Tra cielo e terra. Un dialogo tra Matteo Balduzzi e Claudio Beorchia Troubled Archives. The story of how an individual artistic research into archives becomes a collective and at times community driven project. Corpo che si fa archivio.Archivio che si fa corpo.Memorie mobili e storie interconnesse in 'Archive' di Arkadi Zaides. di Alice Ciresola Archiviare la non oggettualità. Performance, memoria e documentazione. di Pietro Gaglianò Il mondo irraggiato. Paul Otlet e la logica dell’immediatezza: una precoce medialità postmodernista. di Piergiorgio Caserini Impossible Archive. Of 1001 Syrians (Un)building their Counter Narrative. by Margherita Foresti Da before- ad after-images. Gli oggetti orfani e la mostra come archivio. di Stefano Mudu Traces and messages: the perspective of a practitioner. by Eva Frapiccini Gli archivi che siamo. di Fabio Fornasari Artistes collectionneurs. Ce que révèlent les archives. de Gwendoline Corthier-Hardoin Il valore della conservazione digitale. Il caso dell’archivio dimenticato di Portella della Croce. di Fabio R. Lattuca e Sasvati Santamaria Akram Zaatari: Las historias materiales del archivo fotográfico y la contaminación de la memoria. de Eirini Grigoriadou Per una storia plurale: le tre dimensioni di un archivio. di Giorgia Ravaioli

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Archivio è contropotere. Pratiche insorgenti, luoghi e antinomie

di Andrea Curtoni e Giulia Mazzorin

“Insurgent Urbanism” è un’espressione apparsa in letteratura intorno alla metà degli anni ’90 in un testo di James Holston, per enfatizzare l’opposizione esercitata da alcune parti della cittadinanza al progetto politico moderno di costruzione dello stato-nazione, inteso come l’unica fonte legittima di diritti, significati e pratiche. […]

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Let the Subaltern Speak: The Archive of the Feminist Art Program

by Verena Kittel

The near absence of women artists in the prevailing white-male-dominating historiography of art in the 1970s was one of the core premises of the research and archiving project of the Feminist Art Program (FAP) at the (then called) Fresno State College (Fresno) (1970–71). The need to revise the dominating canon and, particularly, “to write our own histories,” […]

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Maniere di (non) vedere i punti ciechi dell’archivio

di Federica Martini

Esistono negli archivi documenti inclassificabili o catalogati con tale minuzia da perdersi e perdere visibilità nel reticolo di parole-chiave e pratiche culturali di un dato momento storico. A questa tipologia di potenziali afasie archivistiche appartengono gesti basati sul silenzio o silenziati, documenti distrutti, dimenticati, ritirati o rifiutati dalle catalogazioni esistenti. […]

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Mostrare una collezione coloniale: riflessioni sul futuro riallestimento al Museo delle Civiltà di Roma. Intervista a Rosa Anna Di Lella

a cura di Viviana Gravano e Giulia Grechi

L’ex Museo Coloniale di Roma ha una storia difficile da sintetizzare. È un museo denso di stratificazioni non facili da districare, con una storia di aperture e chiusure, spostamenti nello spazio, smembramenti che non aiutano oggi a ricostruire un quadro completo ed esaustivo.[…]

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Il libro delle immagini

di Bianco-Valente

Le trovi lì, in quegli scatoloni, nelle valigie, dentro cassette di legno, affastellate senza alcun ordine. Quando ne prendi una manciata e le fai scorrere una sull’altra guardandole con attenzione, senti che hai fra le dita l’energia di tante piccole stelle.
Ognuna è stata per decenni un riferimento, il punto nodale di una costellazione familiare […]

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Archivio. Autobiografia di un museo

di Isabella Collavizza

Nel rispondere all’ambivalente titolo Archivio è potere, cui è dedicato il presente numero della rivista, non sembra possibile prescindere dalla nota definizione di Jacques Derrida, che nel termine archivio individuava «due principi in uno: il principio secondo la natura o la storia, là dove le cose cominciano, ma anche il principio secondo la legge […]

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Il Giappone di Linda Fregni Nagler

di Azalea Seratoni

Questo racconto comincia con il ritrovamento di una stampa all’albumina che ritrae una donna con kimono e un ombrello wagasa. Si tratta di un ritrovamento fortuito ma non di una prima volta. Linda Fregni Nagler ha una certa consuetudine a guardarsi attorno – con un “occhio-ape”, come scriveva Ceronetti di Cristina Campo. […]

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Instituting from archives: Asociación de Arte Útil and TEOR/éTica in conversation

by Gemma Medina Estupiñán and Alessandra Saviotti

Since 2013 the Arte Útil archive has functioned as an activator for conversations, workshops, exhibitions and projects carried on around the world, questioning the idea of art as a tool to be used in everyday life. Following its conception, the Arte Útil archive has been playing with the modernist idea of naming a movement […]

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Archivio. Performance. Politica. Diana Taylor e il caso dell’Hemispheric Institute of Performance and Politics

di Federica Scaglione

Nel momento in cui concepiamo la performance come strumento di intervento all’interno della realtà in cui prende vita è necessario domandarci come possiamo farci carico della sua trasmissione e conservazione. L’Hemispheric Institute of Performance and Politics nasce, secondo il progetto di Diana Taylor, proprio con lo scopo di dare vita a soluzioni archivistiche […]

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What futures are promised; what futures are forgotten? Allan Sekula e l’archivio fotografico

di Roberta Agnese

Nella convinzione, di stampo benjaminiano, che la storia, e con essa la storia della fotografia, debbano essere spazzolate contropelo (Benjamin, 1997, p. 31), Allan Sekula (1951-2013), fotografo e teorico statunitense, si interessa al ruolo che un’istituzione come l’archivio riveste nell’ambito del discorso fotografico. […]

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Giving a voice to gaps and cracks. Archival critique in Jumana Manna‘s A Magical Substance Flows Into Me

by Rebecca John

Jumana Manna’s film A Magical Substance Flows Into Me from 2016 is a powerful example of an artistic excavation, examination and critical re-enactment of an archive containing material that is part of a contested history, namely the history of Palestine.[…]

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La camera segreta. Immagini e pattern dalla Germania dell'Est 1950-1980.

di Maria D'Uonno

Il contributo propone una riflessione sui progetti editoriali Top Secret di Simon Menner ed Eros und Stasi di Gabriele Koenig e Brigitte Franzen. Il primo è un volume frutto di ricerche condotte dall’autore nell’archivio della BStU di Berlino, mentre il secondo è il risultato di un lavoro curatoriale della collezionista Gabriele Koenig […]

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B-side. Anatomia di un archivio

di Isabella Gaffè e Salvo Lombardo

Tra il 2014 e il 2016, Salvo Lombardo ha lavorato al progetto Casual Bystanders: un lungo e meticoloso processo di archiviazione di un corpus di gesti “infra-ordinari”, dedotti dall’osservazione dei passanti in spazi pubblici in diverse città in Italia.
Dalla relazione casuale con i passanti Lombardo ha collezionato una moltitudine di frammenti cinetici, motori, gestuali […]

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Andate e fotografate. Regola e spontaneità nel progetto di fotografia partecipata tra cielo e terra.

Un dialogo tra Matteo Balduzzi e Claudio Beorchia

 Fin dalla sua apertura, nel 2004, il Museo di Fotografia Contemporanea ha intrecciato alle sue attività più tradizionali una linea di ricerca che prevede il coinvolgimento diretto dei cittadini in qualità di co-autori dei progetti artistici e non solo come semplici spettatori, mettendo alla prova la fotografia in un’accezione relazionale e non-estetica che appare sempre più attuale e socialmente condivisa […]

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Troubled Archives. The story of how an individual artistic research into archives becomes a collective and at times community driven project

by Troubled Archives

1997_
ANTJE: I find in a newspaper a story of a taxidermied man exhibited in a museum. The story sticks with me and in 2011 it is the first story in my research blog on how racist stereotypes are constructed […]

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Corpo che si fa archivio. Archivio che si fa corpo.
Memorie mobili e storie interconnesse in 'Archive' di Arkadi Zaides

di Alice Ciresola

Questo contributo vuole esplorare l’attivazione di materiale d’archivio, che raccoglie la memoria storica di un luogo e tempo precisi, attraverso l’uso di performance e danza, prendendo in considerazione Archive di Arkadi Zaides […]

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Archiviare la non oggettualità.Performance, memoria e documentazione.

di Pietro Gaglianò

Quando il corpo irrompe sulla scena dell’arte, al tempo delle avanguardie storiche e poi di nuovo negli Sessanta con una più precisa intenzione politica, si presenta come sintomo. Il corpo performativo è l’indizio, il segnale di una increspatura sulla superficie plumbea del controllo egemonico […]

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Il mondo irraggiato. Paul Otlet e la logica dell’immediatezza: una precoce medialità postmodernista.

di Piergiorgio Caserini

Ogni motore, come ogni rivoluzione tecnica, non solo corrisponde a una riconfigurazione dei metodi di produzione e comunicazione, ma contribuisce, attraverso l’implementazione logistica delle velocità e dei tragitti sia fisici, sia percettivi, a riconfigurare le rappresentazioni del mondo.
In questa prospettiva, il postmodernismo – e il neoliberismo – è stato l’ultimo “compimento” del primato dell’accelerazione […]

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Impossible Archive. Of 1001 Syrians (Un)building their Counter Narrative.

by Margherita Foresti

The film begins with the blip signal of an incoming Facebook message. A stream of water flows from a tap. Silvered Water. Syria’s Self-Portrait. Silver, as the color of that stream of water, whose sound echoes long after the image has disappeared and turned into a pitch-black screen […]

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Da before- ad after-images. Gli oggetti orfani e la mostra come archivio.

di Stefano Mudu

Delle tante e incrociate narrazioni che affollano le performance e i video di Laure Prouvost rimane un’abbondanza di oggetti che, come impressioni della memoria, intrappolano uno o più frammenti di una storia ampia, mai conclusa. Attraversare AM-BIG-YOU-US LEGSICON (2019), Grand Dad’s Visitor Center (2016-17), o immergersi nel Deep See Blue al Padiglione Francia dell’ultima Biennale di Venezia (2019), significava entrare in grandi costellazioni mediali […]

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Traces and messages: the perspective of a practitioner.

by Eva Frapiccini

In the twentieth century, the rise of digital communication, institutional and state-sponsored archives is challenged and contested by individual, private and micro-archives, while personal remembering has shifted to more public and mundane spheres. The differences between pre-digital and digital memory are conditioned by technological changes […]

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Gli archivi che siamo.

di Fabio Fornasari

Partiamo dalla fine.
Lasciamo tracce, di continuo.
Le lasciamo ordinatamente, giorno per giorno.
Le lasciamo volontariamente ed è per noi necessario. […]

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Artistes collectionneurs. Ce que révèlent les archives.

de Gwendoline Corthier-Hardoin

L’artiste et le collectionneur forment généralement deux maillons d’une même chaîne de circulation de l’œuvre: l’un la produisant, l’autre l’achetant. Pourtant, de nombreux artistes ont été des collectionneurs actifs. Peu de travaux, parmi la multitude de ceux qui traitent des collectionneurs (Haskell, 1986; Pomian, 1987; Cabanne, 2003; Moureau, 2010, 2016), ont pris comme objet d’analyse les artistes collectionneurs. […]

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Il valore della conservazione digitale. Il caso dell’archivio dimenticato di Portella della Croce.

di Fabio R. Lattuca e Sasvati Santamaria

«Questa questione non sarà mai determinabile come questione politica tra altre. Essa attraversa infatti la totalità del campo e, in verità, determina interamente il politico come res publica. Nessun potere politico senza il controllo dell’archivio, se non della memoria. La democratizzazione effettiva si misura sempre con questo criterio essenziale: la partecipazione e l’accesso all’archivio, alla sua costituzione e alla sua interpretazione» […]

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Akram Zaatari: Las historias materiales del archivo fotográfico y la contaminación de la memoria

de Eirini Grigoriadou

Si la cotidianidad es «un hilo conductor para conocer la “sociedad”» (Lefebvre, 1972, p. 41), para un artista documental el espacio cotidiano, empírico, sería el «lugar» de su excavación. Qué es lo que motiva un artista desenterrar documentos, narrar experiencias de la cotidianidad desafiando a través de sus micro-historias las narraciones hegemónicas […]