a cura di Bianca Basile e Anna Chiara Cimoli
Il verbo disertare ha una natura perlomeno duplice. Nell’uso transitivo significa devastare, spopolare, impoverire; in quello intransitivo indica abbandonare un luogo o non recarsi dove si ha il dovere di essere presenti, abbandonare il corpo in cui si presta servizio militare e, figurativamente, una causa, o anche esimersi dal compimento di un obbligo. [leggi ancora]
In Italian, the verb disertare (to desert) has at least a dual nature. In its transitive use it means to devastate, depopulate, impoverish; in its intransitive form it indicates abandoning a place or failing to go where one has a duty to be present, leaving the military body in which one serves and, figuratively, a cause, or even excusing oneself from fulfilling an obligation.. [read more]

da " Il compleanno"
di Florinda Fusco
Quando
apparecchio
la tavola,
mi trovo
a camminare
per miglia[…]

Giving up the Human I Have Never Been: A Poetics of the Arid and the Humus
By Sei Iturriaga Sauco
I do not get on with “The Human”; I cannot understand them. I struggle with their subtle languages, their metrics of success, and the sterile predictability of their thoughts: a well-piped stream measured by its constant flow. Their bodies function for eight hours at a stretch […]

Woyou: estetica della diserzione. Dallo sguardo albertiano al viaggio immersivo
di Giacomo Bruni
Siamo tutti consapevoli – o dovremmo esserlo – di vivere in un mondo che affronta crisi spesso inedite nella storia dell’umanità. Crisi ambientale, crisi sociale, crisi dei valori, crisi della democrazia, crisi della cura, crisi della biodiversità. Esse ritrovano le loro origini in due elementi che sono stati per secoli l’orgoglio dell’Occidente […]

The Blank Page as a Safe Space
by Hagar Masoud and Angelika Stepken
The following text is a collage of fragments drawn from Hagar Masoud’s manuscripts, personal statements, and sustained conversations with me over time. Short interludes create bridges for understanding […]

Manuale Tecnico di Nodi Magici
di Natalia Agati
Le immagini non sono mai neutre: ribadirlo non è superfluo, in un mondo in cui il confine tra vero e falso, tra realtà e rappresentazione sembra essersi quasi del tutto dissolto. Il 24 dicembre 1968 la missione Apollo 8 ci consegnò Earthrise, la prima fotografia della Terra colta nel suo sorgere […]

Preferisco Disertarti
di Elena Bellantoni
TRA SISSIGNORE
E SIGNORSÌ
PREFERISCO
DISERTARTI. […]

The Zen of Work
by Maurizia Boscagli
To desert the workplace was the mot d’ordre of the 1970s, in Italy and elsewhere. This was the decade that brought to full fruition the protests of the 1960s, to become the fertile ground for full-fledged experimentations with new modes of work and life […]

Desertion as Wonderful Entanglement Time as Spark of Imagination
by Francesca Gotti and Yona Catrina Schreyer
The idea of continuous linearity prevails in the contemporary West, both in terms of time and productivity. In large parts of our society, the logics of neoliberalism and market-based economic growth have been internalized to an extent that allows making its imposed logic appear indispensable […]

Allende Allende il Chile non si arrende!! Alcune note sulla Biennale del 1974
di Viviana Gravano
Nel 1973 sui numeri di settembre e ottobre della rivista “Rinascita” l’allora segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer, in tre articoli consecutivi, scriveva della situazione in Cile dopo il feroce colpo di stato del Generale Pinochet. […]

Incarnare la protesta
di Marica Albanese e Francesca Schinzani
Il 10 marzo 2010 a Bil’in – un villaggio a pochi chilometri da Ramallah, allora circondato da cinque colonie israeliane – i membri della comunità palestinese hanno manifestato lungo il muro che frammenta il loro territorio travestiti come membri del popolo Na’vi del film Avatar. Dipingersi il corpo di blu si è rivelato (oltre che un dispositivo mediatico che ha attirato l’attenzione della stampa di tutto il mondo) un potente espediente […]

El tiempo del maguey Désertion par l’absence et la présence
de Frédérique Gélinas
Dans les bars de Ciudad de México comme dans ceux de Rome ou de New York, un caballito (petit verre de mezcal) coûte environ 10 euros. L’architecture, l’esthétique et l’ambiance de ces lieux s’inspirent d’une mysticité mésoaméricaine, mais le résultat est souvent homogénéisé, blanchi, globalisé […]

Disertare la maternità come unico destino.
di Elena Fierli, Sara Marini, Giulia Franchi - Scosse
Sono sulla rampa di scale all’interno dell’Università Federico II di Napoli. È il primo giorno di corsi alla facoltà di Lettere e Filosofia. Un gruppo di ragazze sale e scende le scale di corsa. Tutte hanno i capelli arruffati, sono scalze e coperte da logore vestaglie bianche […]

Diaframma
di Martina Isernia
Sei secondi inspiro, sei secondi trattengo, sei secondi espiro.
È il ritmo che mi ripeto quando sento il corpo cedere dopo un sovraccarico sensoriale e sociale. A volte succede così, con la faccia a terra, dopo un burnout, mentre mi chiedo ancora una volta: “a quale scopo?” […]

Modelli di sottrazione ri-generativa
di Irene Angenica e Riccardo De Amici
Questo testo esplora le forme di sperimentazione socio-istituzionale sviluppate all’interno delle comunità intenzionali come la sociocrazia e il metodo dell’assenso. In dialogo critico con il pensiero di Franco “Bifo” Berardi, il contributo mette in tensione le nozioni di sottrazione e impegno, proponendo una prospettiva in cui la diserzione non coincide con l’abbandono del campo sociale […]

Come una coltre di nuvole
di Piermario De Angelis
Mentre sistemavo i miei appunti sul lavoro di Tanya Lukin Linklater, mi sono imbattuto in un’espressione che avevo annotato tra le prime veloci, righe. L’accostamento di parole “corpo atmosferico” si ripresentava sul foglio in una posizione particolare rispetto al resto delle annotazioni: con esso si concludevano le prime righe orizzontali […]

Goodmorning – midnight –
di Francesca Brugola
Avrei voluto iniziare questo testo senza indugi, introducendo le protagoniste che lo abiteranno. Ma, dal principio mi è stato chiaro il rischio di scivolare in deboli romanticismi, volendomi affacciare sul tema della veglia notturna. Così, mi sembra necessario ripercorrere qui i presupposti di questa riflessione. […]

Disertare: Corpi-Antenna e Sesto Paesaggio
di Francesca Cola
Prima di esplorare cosa significhi per me disertare – dalle sue radici esperienziali fino agli approdi a cui mi ha destinato – sento la necessità di chiarire che la mia è una pratica di onestà verso il reale: un esercizio per lucidare lo sguardo e sfidare la cecità del presente. Da tempo ho scelto di abitare il mondo come corpo che si riconosce parte di un’unica, nuda e vibrante tessitura vulnerabile […]

Sgattaiolare via dalla didascalia
di Nicole Martinet
Il museo è uno spazio strutturato da gerarchie che raramente vengono messe in discussione perché si presentano come ovvie, come semplicemente professionali. La curatela interpreta, l’archivio custodisce, la mediazione traduce, il pubblico osserva […]
